Doppelgänger

Quante volte ci è capitato di trovare un nostro sosia per strada? 

Il nostro cervello lo fa sembrare un lavoro semplice (in genere…), ma in realtà confrontare persone non è per niente banale. Nel processo di riconoscimento è il volto che gioca un ruolo importantissimo; il nostro viso racchiude infatti un insieme di caratteristiche che ci identificano in maniera praticamente univoca. Il riconoscimento facciale è un sistema talmente sicuro che stiamo cominciando ad usarlo su vari dispositivi a partire dai nostri smartphone.

Come mai esiste questa enorme varietà nei nostri volti? È forse già tutto scritto nel DNA?

Certo, anche l’ambiente in cui viviamo ci cambia. Non è chiaro però quanto pesino fattori ambientali/culturali e fattori genetici sul nostro aspetto. Se per esempio prendessimo due gemelli identici e li separassimo alla nascita, mandandoli a vivere uno in una ricca famiglia in Alaska e l’altro in una famiglia povera del Sudan, sapremmo ancora trovare somiglianze tra i due dopo 20 anni?

Come spiegato magistralmente da Ken Follett ne “Il terzo gemello”, non è per niente una buona idea fare questo tipo di esperimenti sull’uomo! 

Questo significa forse che la diatriba geni vs cultura è destinata a rimanere confinata sul piano filosofico?

Gli Scienziatimatti di oggi hanno deciso che l’arte poteva aiutarci ad affrontare il problema senza rovinare la vita di nessuno! Si sono rivolti ad un artista canadese (François Brunelle) che dal 1999 colleziona foto di sosia sparsi in tutto il mondo e che li ha messi in contatto con 32 preziosissime coppie di alias.

I sosia sono davvero sparsi un po’ dappertutto nel mondo come vediamo sulla cartina a sinistra. L’immagine a destra ci da un’idea di cosa analizzano i software di riconoscimento facciale e nel grafico vediamo quante coppie sono state riconosciute come simili da 3 software diversi (immagine riadattata da Joshi et al. 2022).

La somiglianza era eccezionale in tutte e 32 le coppie, ma 16 di queste coppie erano talmente simili da essere classificate come gemelli omozigoti (identici) da 3 diversi software di riconoscimento facciale! 

La domanda sorge spontanea: possibile che, come per i gemelli, queste persone estranee ma identiche avessero DNA simili?

Il nostro DNA è una lunga sequenza di 4 lettere (ACGT) che si ripetono in combinazioni sempre diverse scrivendo le istruzioni del nostro corpo. Ad una prima analisi, siamo tutti uguali per il 99.9% del nostro DNA. Ci sono però dei punti precisi del nostro genoma in cui persone diverse hanno lettere diverse. Tali “punti di divergenza” si chiamano SNPs (single nucleotide polymorphisms) e, leggendo centinaia o migliaia di SNPs, si ottiene una combinazione unica (detta DNA fingerprint) che identifica in maniera inequivocabile una persona. La lettura degli SNPs ci permette quindi di capire quanto DNA abbiamo in comune con altre persone. 

I sosia volontari hanno inviato un po’ di saliva agli Scienziatimatti che hanno analizzato così il loro DNA. Un’analisi al computer permette di contare gli SNPs in comune e di classificare quindi persone diverse per «somiglianza genetica». Facendo questa classificazione, 9 coppie su 16 (evidenziate in azzurro) sono state riconosciute dal computer!
I ricercatori hanno anche osservato il profilo epigenetico e il microbioma dei sosia, due caratteristiche legate più all’ambiente che al DNA. Sorprendentemente, i sosia erano più simili anche dal punto di vista dell’epigenetica e del microbioma rispetto a due estranei presi a caso! (Immagine riadattata da Joshi et al. 2022).

I doppelgänger hanno gentilmente accettato di inviare il loro DNA ai ricercatori e l’analisi di migliaia di SNPs ha dimostrato che 9 delle 16 coppie di super-sosia identificate dai computer erano anche estremamente simili dal punto di vista del DNA, nonostante non avessero parenti in comune! 

Alle coppie di sosia sono stati dati dei questionari e le differenze nelle risposte tra due sosia sono state confrontate con le differenze tra un sosia (linee nere) e gli altri partecipanti allo studio (linee rosse). Le medie di questi calcoli fatti per ognuno dei sosia sono riportate nei grafici a destra (immagine riadattata da Joshi et al. 2022).

Le somiglianze non si fermavano qui! Le coppie di sosia erano più simili tra loro di quanto non lo fossero con il resto della popolazione per quanto riguarda peso, altezza, propensione a fumare, e addirittura livello di educazione, segno che effetti culturali e genetici potrebbero essere più legati di quanto non si creda!

Un applauso agli Scienziatimatti che combinando arte e scienza hanno riacceso il dibattito nature vs nurture!


Qui il link all’articolo originale: Look-alike humans identified by facial recognition algorithms show genetic similarities

9 pensieri su “Doppelgänger

      1. sì, esatto. volevo togliermi la curiosità di sapere se effettivamente il mio bisnonno era ebreo. ma è risultata una presenza di DNA ebraico dell’Europa centrale solo per l’1,6%, un po’ troppo poco per un bisnonno, mi pare.
        in compenso è uscita invece per altre vie una quadrisnonna di cognome “Polacco”, che mi è parsa più in linea con i risultati.

        da allora ricevo ogni due o tre giorni segnalazioni delle persone più disparate e sparse nell’universo mondo, con le quali condivido frammentini di DNA.

        alla fine non mi è sembrato particolarmente attendibile…

        Piace a 1 persona

      2. sì, dopo avere dato le percentuali etniche, per così dire, continuano a farti sapere quante persone iscritte da loro hanno frammenti significativi di DNA simili al tuo. questo creda dipenda dal fatto che sono anche iscritto al loro sito.

        per questa via, invece, attraverso l’intreccio del mio albero genealogico (molto semplificato perché ne so abbastanza poco) con quello di altri, molto più approfondito e risalente fino ad inizio Ottocento, ho saputo di questa mia antenata che di cognome faceva Polacco.

        comunque, se vuoi, puoi approfondire qui:
        https://comma22corpus.wordpress.com/2022/10/20/siamo-tutti-un-po-ebrei-almeno-nel-dna-429/

        "Mi piace"

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