Sulle spalle dei giganti

Studiando biologia a scuola ci viene presentato il Dogma Centrale della Biologia:

Questo principio inventato negli anni ‘50 del secolo scorso dice che in tutte le forme di vita le informazioni genetiche vanno sempre in questa direzione: DNA → RNA → Proteine.

Il DNA è il libretto di istruzioni origine di tutto, è il materiale più prezioso che c’è e viene conservato nella cassaforte delle cellule, il nucleo. 

Per evitare di rovinare il DNA, ogni volta che una cellula vuole leggerlo se ne fa una fotocopia, l’RNA. L’RNA, e solo l’RNA, uscirà dal nucleo. 

Nel citoplasma (lo spazio fuori dal nucleo), le istruzioni scritte sull’RNA spiegano ai ribosomi come costruire le proteine. Le proteine sono le strutture che concretamente fanno i lavori necessari alla cellula.

Col passare degli anni abbiamo capito che il flusso delle informazioni nelle cellule non è così lineare. Per esempio si è scoperto che l’RNA non è una semplice fotocopia di poco valore! Anzi, può fare il lavoro delle proteine (i ribosomi sono fatti di RNA!) ed in certi casi può anche funzionare come depositario ultimo dell’informazione genetica, surclassando addirittura il DNA.

Del vecchio dogma resta comunque il fatto che se sul DNA c’è un errore, questo verrà fedelmente fotocopiato sull’RNA e la cellula produrrà proteine difettose che potranno causare una malattia. 

Correggendo il DNA si potrebbero curare molte malattie, anche vari tumori. Il DNA però è super-protetto dentro il nucleo, il ché rende difficile modificarlo. Non si possono neanche produrre proteine sane e consegnarle alle cellule perché le proteine vanno ricambiate troppo spesso.. 

Gli Scienziatimatti di oggi si sono detti: e se modificassimo l’RNA?

Si sono così concentrati sull’mRNA (RNA messaggero), quell’RNA che prende le informazioni dal DNA e le porta ai ribosomi per costruire le proteine e che ha la particolarità di essere molto facile da costruire in laboratorio

Sono però comparsi due problemi inattesi:

  1. L’mRNA dei ricercatori aveva vita brevissima, si disintegrava al contatto con le cellule, e sembrava di fatto inutilizzabile.
  2. L’mRNA generava una risposta immunitaria eccessiva nell’organismo.

Ma gli scienziati non si sono dati per vinti. Tutte le nostre cellule usano l’mRNA, quindi devono aver trovato un modo per renderlo un po’ più resistente (più stabile). In effetti, dentro le nostre cellule ci sono alcuni mRNA che vengono modificati naturalmente. 

In particolare due tipi di mRNA modificati facevano produrre alla cellula molte più proteine rispetto allo stesso mRNA non modificato, segno che gli mRNA modificati erano più stabili

La stessa sequenza di mRNA senza modifiche o con modifiche diverse è stata iniettata in cellule umane e la quantità di proteina prodotta (capRen, la proteina che fa illuminare le lucciole) è stata misurata. L’mRNAψ (lettera greca Psi, indica “mRNA contenente pseudouridine”) e l’mRNA m5C fanno produrre alle cellule rispettivamente 9 e 4 volte più proteine rispetto all’mRNA non modificato. (immagine riadattada da Karikó et al. 2008).

Gli mRNA modificati sono allora stati iniettati nei topi. Eureka! Uno dei due composti, l’mRNAψ (contenente pseudouridine), sopravviveva più a lungo nei topi e faceva produrre molte più proteine rispetto allo stesso RNA non modificato.

Dei topi hanno ricevuto iniezioni di mRNA non modificato (triangoli bianchi) o mRNA contenente pseudouridine (ψ, i pallini neri). Un gruppo di topi ha ricevuto il pezzetto di DNA corrispondente agli mRNA utilizzati. Dopo 6 ore, sono stati misurati i livelli di proteina nella milza. L’mRNA ψ ha sempre dato più proteine dell’mRNA non modificato e del DNA indipendentemente dalla dose utilizzata (immagine riadattata da Karikó et al. 2008).

L’audacia dei ricercatori è stata ricompensata anche da un colpo di fortuna: l’mRNAψ non generava risposte immunitarie dannose nel topo! 

Questa ricerca spalanca le porte ad una nuova generazione di vaccini ad mRNA potenzialmente più efficaci e più sicuri dei vaccini tradizionali!


Grazie agli Scienziatimatti che da più di 12 anni studiano l’mRNA, è stato possibile usare nell’uomo vaccini ad mRNA contro tumori e malattie incurabili come la rabbia. E poggiandosi sulle spalle di questi giganti oggi è stato possibile produrre vaccini ad mRNA contro il Sars-CoV-2!


Qui il link alla ricerca originale: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2775451/

9 pensieri su “Sulle spalle dei giganti

  1. So che lo hai già fatto, e nel modo più chiaro possibile, ma credo che dovresti ancora e ancora e ancora spiegare a quelli che ancora non lo hanno recepito, che con quella roba non diventiamo individui ibridi, non veniamo geneticamente modificati, non ci viene cambiato il DNA: continuo a leggere in giro, anche da persone solitamente ragionevoli, cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.

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    1. In effetti non sono questioni banali. Anche in laboratorio da me alcuni dottorandi e postdoc hanno commentato l’articolo dicendo che, siccome il 100% di sicurezza in biologia non esiste, l’ipotesi che l’RNA venga inserito nel nostro genoma è effettivamente da prendere in considerazione.
      Nessuna delle persone con cui stavo parlando era del gruppo che lavora con gli mRNA, ma in ogni caso tutti avevano almeno una laurea in biologia, quindi mi sono chiesto se non stessi sottovalutando il problema e mi sono messo a fare ricerche per un paio di settimane, ho parlato con altri ricercatori, e ne è seguito il ragionamento seguente:

      Affinché un RNA si possa inserire nel genoma, bisogna usare una proteina (un enzima) che converte l’RNA in DNA. Questi enzimi sono le trascrittasi inverse e sono stati scoperti in certi virus ad RNA, i retrovirus (per esempio l’HIV, ma non i coronavirus).

      Prima risposta ai dubbiosi: nei vaccini ad mRNA non ci sono le trascrittasi inverse.

      Possibile obiezione:
      Nel nostro DNA abbiamo dei geni che spiegano come produrre le trascrittasi inverse (perché nell’evoluzione ci siamo alleati con molti retrovirus, come spiegato qui: https://www.iltascabile.com/scienze/virus/), quindi in teoria è possibile che un RNA venga “retrotranscritto” dalle nostre trascrittasi inverse “endogene”.

      Ed ecco le risposte anche a questa obiezione legittima:
      1 – I nostri geni che spiegano come costruire le trascrittasi inverse sono tutti spenti (o quasi), quindi le nostre cellule non si autoproducono trascrittasi inverse.
      2 – Anche se ci fossero delle trascrittasi inverse funzionanti nelle nostre cellule, non è che si metterebbero a ricopiare ogni RNA che trovano. Le trascrittasi inverse riconoscono solo degli RNA marcati con sequenze speciali (per esempio le LTR – Long Term Repeats) e gli mRNA non hanno queste sequenze di riconoscimento.

      Né io né i miei colleghi, pur essendo laureati in biologia, conoscevamo molti di questi dettagli perché si tratta di questioni estremamente specializzate.

      Ma dopo queste ricerche, la conclusione è che gli mRNA NON POSSONO inserirsi nel genoma e modificarlo, e quindi i vaccini ad mRNA NON SONO strumenti di ingegneria genetica.
      Tutto ciò è inequivocabile al 100% biologico, che non è il 100% matematico, ma è comunque una sicurezza che va al di là di ogni ragionevole dubbio ed anche di moltissimi dubbi irragionevoli.

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      1. La sicurezza al 100% non esiste non solo in biologia, ma in nessun aspetto della vita umana – e anche non umana. Certo che quando a uscirsene con la storia che con quel vaccino diventiamo OGM è una microbiologa – che uno dice oh, mica il mio giornalaio o la parrucchiera di mia moglie – diventano sour pricks, come dicono a Oxford. La tua spiegazione è perfettamente chiara, tanto da poter essere perfettamente compresa anche da una persona priva di basi scientifiche come me, ma qui purtroppo non c’è da combattere solo contro l’ignoranza ma anche contro tutta una serie di fantasmi, che sono avversari molto più tosti.

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  2. Pingback: la mia settimana virtuale dal 19 al 25 dicembre – 559 – Cor-pus 2020

  3. Pingback: vaccini anticovid e m-RNA messaggero – 562 – Cor-pus 2020

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